El Condor asd
Viale Friuli 117 - 34071 Cormòns (GO) - ITA
mail: elcondor.asd@libero.it tel. +39 33 13 03 61 60 www.elcondorsport.it
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Dal 2006, ogni estate, viene organizzata una gita più o meno impegnativa in bicicletta con destinazione una località montana.
Per tre anni consecutivi la destinazione è stata Kranjska Gora (SLO) una volta in rientro via Vrsic, un anno in andata via Bovec e Predil e rientro, causa pioggia, via Gemona e Cividale del Friuli, poi ci siamo andati passando per Bled.
Poi siamo andati a Sauris e nel 2010 a Sesto superando il Passo Monte Croce Carnico e passando per Lienz.
Nel 2011 facendo base a Sesto ci siamo divertiti sulla ciclabile Dobbiacco-Brunico per poi salire al Rifugio Pendio sul monte Elmo.
elcondor.BIKE
Appena sveglio tiro su la tapparella per vedere se c'è il tempo giusto, e c'è il tempo giusto, anzi giustissimo, sole buono, niente vento, cielo sgombro e azzurro yeah e allora quel torpore che avresti voglia di riaddormentarsi almeno fino a che non ti alzi perché proprio gli occhi non ne vogliono sapere di richiudersi sparisce d'un colpo e sono sveglio e denti lavati faccia con manciatone di acqua fresca di rubinetto vado con una barretta energetica e un bel tazzone di cereali con latte di soia ricco di carboidrati ma leggero nello stomaco. Pantaloncino aderente con imbottitura, maglietta aerodinamica con tasche piene di barrette e impermeabilino che sta in un pugno, scarpe un etto più o meno, caschetto e guanti senza dita e poi lei, sei chili di tecnologia modernissima, titanio e carbonio scintillantissimi cambio pazzesco e chipiunehapiunemetta. Con l'orologio sull'ora piena prendo la via verso le salite tranquillo con un bel rapportino da riscaldarsi e dopo mezz'oretta incontro il primo dislivello allegro che le gambe cominciano a sentirsi importanti e le case si fanno rare e la collina è dolce di un verde silenzioso come il fruscio della catena oliatissima, unico suono di questa barca a vela dell'asfalto dove il vento è un moto interiore che ti spinge a scegliere di pedalare piuttosto che farti portare da un combustibile velenoso, i carboidrati piuttosto degli idrocarburi. E più si sale verso l'Appennino scomodo dove le strade servono solo a portare gli abitanti locali perché le grandi rotte passano tutte per l'A1 più l'Italia perde l'anonimato, lascia quell'aria che la fa somigliare a tutti i posti del mondo dove ogni autostrada è tutte le autostrade e ogni supermercato è tutti i supermercati del pianeta.
Beretti lungo la striscia di asfalto con una tivù accesa e in trasparenza partite a carte tra gente che si conosce e fuori motorini truccati in attesa della fine della corsa con le macchinine virtuali. Solo nell'aria che accarezza la faccia e rinfresca i capelli bagnati sul collo le gambe girano regolarmente e i piedi sono fissati ai pedali. Gli animali abituati a scappare di fronte al rumore di un motore non mi sentono arrivare e li sorprendo nei loro atteggiamenti più naturali tipo svolazzare di merli o sbaciucchiarsi di gatti o lepri e fagiani che ti guardano e se ne vanno con comodo come galline che si ricordano ancora un po' come si vola. E ogni tanto la salita diventa discesa e giù a sessantacinque all'ora a uovo come Pantani con le braccia ghiacciate e le ginocchia che urlano dopo aver spinto per sei sette chilometri a dodici gradi di inclinazione. E' uno stato mentale, è un viaggio dentro di me questo tagliare l'aria con la sola forza delle gambe sottraendo ossigeno al cervello che comincia a saltellare di qua e di là e ora segue il disegno di una collina in lontananza ora scandisce i palettini dei catarifrangenti in una ritmica ce è il simbolo stesso del movimento. Il movimento "è" in quanto movimento ritmico. L'origine della musica è nel ripetere lo stesso suono in modo ritmico. Sen-ti-come-va-do-sen-ti co-me-va-do... Chi l'avrebbe detto due anni fa che un giorno avrei potuto fare queste salite senza scendere dalla bici, senza fermarmi a prender fiato. Allenamento, allenamento senza meta, senza una gara da vincere, solo andare e viaggiare io e la bici, settanta, ottanta, cento, centotrenta chilometri in tre ore e mezza scoprendo strade senza macchine incrociando ciclisti di tutte le età e di tutte le velocità.
Sentire il corpo, ascoltarlo muoversi, sentirne i lamenti e scoprirne i punti forti, sentirsi con il corpo dentro il paesaggio e confondere la fatica della pedalata con la fatica della terra che gira su se stessa e poi introno al sole fino a girare come se fosse un anello della concatenazione dei satelliti e delle stelle degli elettroni e dei nuclei e scoprire nel movimento rotondo la chiave del movimento in avanti. Sono arrivato di nuovo a casa dopo un altro mezzo pomeriggio di psichedelia ciclistica stanco e sudato e vai con una doccia calda e poi un'insalatona tranquilla e coni polmoni larghi e pronti a ricevere aria di questa atmosfera, aria che magari arriva da chissà dove, forse dall'africa, forse dal polo nord, venti che spostano ossigeno che abbraccia globuli rossi che spingono pedali e chipiunehapiunemetta.
Jovanotti, Il grande boh!
2006
kranjska gora
2007
predil
kranjska gora
2008
bled
kranjska gora
2009
villa santina
casera razzo
2010
da paluzza
m.te croce
lienz - sesto
2011
dobbiacco brunico
sesto
rifugio pendio