El Condor asd
Viale Friuli 117 - 34071 Cormòns (GO) - ITA
mail: elcondor.asd@libero.it tel. +39 33 13 03 61 60 www.elcondorsport.it
El Condor asd
Viale Friuli 117 - 34071 Cormòns (GO) - ITA
mail: elcondor.asd@libero.it tel. +39 33 13 03 61 60 www.elcondorsport.it
elcondor.EVENTI

209. Finito di sistemare le sedie nella sala polifunzionale (palestra comunale) di Sagrado, Loreta mi ha chiesto perplessa: “.. ma pensi che serviranno tutte queste sedie?” - “Beh, credo che se ci saranno cento persone possiamo considerarlo un successo, ma … così uno si siede dove vuole e se ce n’è qualcuno di più non dobbiamo sistemare le sedie dopo! … non credi?” tutto il nostro discorso era un tentativo di convincerci che sarebbe andata bene e non farci prendere dallo sconforto. Paolo Vinzi, si era accordato con il suo fornitore e avevamo organizzato una serata con Simone Moro.
Per meglio capire chi è Simone Moro uno può leggere il suo libro: “Cometa sull’Annapurna” o anche più semplicemente la nota di copertina del suo libro. Simone Moro (1967), è guida alpina, atleta, istruttore federale e, dal 1992 al 1996, è stato allenatore della nazionale italiana F.A.S.I. di arrampicata sportiva.
Arrampica da 20 anni e pratica tale attività a tempo pieno unitamente alla realizzazione di spedizioni alpinistiche alle grandi montagne della terra. E’ divenuto famoso al di fuori della comunità montana per il salvataggio a 8000 metri di un ragazzo inglese e per questo è stato insignito di numerosi premi internazionali e della Medaglia d’oro al valore civile da parte del presidente Ciampi. Visitando il suo sito www.simonemoro.com si scopre un mondo e si capisce subito che Simone non è il montanaro chiuso e diffidente come solitamente appare l’alpinista nell’immaginario collettivo.
Per tornare a noi, concordato che avremmo avuto la sua disponibilità e fissata una data, ci siamo dati da fare - come sempre - ognuno con le sue possibilità e contatti. Chi ha trovato la location, chi ha contattato l’amico giornalista, chi ha trovato le mail per il comunicato stampa, un po’ tutti abbiamo sparso la voce e dato una mano per l’organizzazione. La sensazione però di non riuscire era abbastanza diffusa. Il dubbio più grosso: la partecipazione di pubblico. I media non avevano risposto come ci eravamo aspettati, e a parte degli articoli relegati alla fine delle pagine di Gorizia era apparso sono un articolo con la data sbagliata. Qualche telefonata, ma … Nonostante ciò la macchina organizzativa era stata messa in moto. Le sedie, 209, sistemate in perfetto ordine, gli striscioni degli sponsor appesi, il tavolo per un piccolo brindisi finale addobbato.
Alle 18:30 una telefonata: ”Simone sta arrivando non preoccupatevi, sarà lì prima delle otto.” beh! considerato che l’invito era per le 20:30 … non proprio in anticipo …
Sala allestita, ultimi ritocchi, arriviamo un po’ alla spicciolata ognuno appena può. Quando Lorenzo e Gabriella entrano in sala Lorenzo dice: “Ma … c’è una macchina con le montagne disegnate sulle fiancate … sarà mica lui?”
… ?!?! andiamo a vedere!
E infatti era lui, gli bussiamo al finestrino, ci presentiamo e gli indichiamo la strada per la sala. Scarichiamo i bagagli. Porta con se per queste serate: computer portatile, proiettore digitale, microfono, amplificatore e casse. Collega tutto da solo, esegue i test. In breve tempo era pronto. Concordiamo la scaletta della serata. Arrivano anche gli esponenti della ACCAPI, l’azienda che ci aveva permesso di organizzare tutto e arrivano anche i primi ospiti.
Un mio collega di Trieste voleva assicurarsi un posto in prima fila ed era arrivato con quasi un’ora di anticipo, ma anche qualche altro, per essere certo di potersi sedere aveva anticipato … beh .. forse arrivano …
Rifocilliamo Simone con un bicchiere di Tocai e una pizzetta. E’ tirato, ma perfettamente a suo agio e tranquillo, ha una tabella di marcia serrata. Il mattino dopo alle 5:00 prenderà un aereo che lo porterà a Copenhagen per un’altra serata, poi Bolzano per un allenamento, poi Roma e Milano. Tutto senza sosta.
20:45. Iniziamo. Tocca a me fare gli onori di casa davanti a 200 persone. La sala è piena e ci sono persone in piedi. Noi abbiamo fatto il nostro penso, adesso tocca a te.
Simone si presenta, poi chiede di spegnere le luci. Si inizia.
Immagini, musica e la voce di Simone che commentando a braccio ci porta su Himalaya, Karakorum, Ande, Patagonia, Kilimangiaro, Tien San, Pamir, … foto e filmati amatoriali di alcune spedizioni a cui ha partecipato dopo essersi ripreso dalla tragedia sull’Annapurna nella quale ha perso, quello che definisce il suo più grande amico, Anatolij Bukreev.
Ci racconta delle scalate, delle tecniche, dei problemi, delle rinunce, della gioia di scalare. Di come la cima è un punto di boa per niente diverso da quello che c’è qualche metro sotto, ma è l’obiettivo.
Ne ricavo l’impressione di una persona molto bella, che sta molto bene con se stessa. Consapevole dei suoi limiti e sempre pronta a sperimentarli, a mettersi in discussione, ma anche umile e rispettosa della Natura e della sua potenza. E’ una persona allegra, positiva, ottimista e cosciente. “Scalo le montagne perché ciò mi rende felice.” Esiste un motivo più valido per fare qualcosa?
Ma non è un egoista e lo si capisce dal modo in cui parla e in cui ci rende partecipi delle sue esperienze. Ci racconta di come, alle volte devono restare in tenda per giorni, ad aspettare che il tempo migliori. Si dorme, si legge, si parla con i compagni, si mangia e si pensa già a cosa si mangerà dopo. Pazienza. “Il bel tempo arriva sempre, così come dopo i brutti momenti arrivano quelli belli. Bisogna saper aspettare”. Grande lezione di vita e grande espressione di saggezza.
Le immagini scorrono, i colori cambiano quando dal Nepal si passa alle Ande, poi all’Antartide e all’Africa. Parla con grande rispetto dei Sherpa, dei sui compagni di scalata, di altri scalatori. Conosce la storia degli 8000. Chi ha scalato cosa e quando e con il suo entusiasmo ci porta in giro per gli 8000 per circa un’ora e mezza. Poi risponde alle domande, autografa libri e poster. Ha sempre il sorriso sulle labbra, saluta tutti con una stretta di mano guardando negli occhi chi lo ha ascoltato e gli chiede un autografo.
Noi siamo fortunati, possiamo ancora accompagnarlo a cena ed è ancora disposto a rispondere alle nostre domande e curiosità. Fantastico. Un uomo entusiasta, intelligente, ottimista, e allo stesso tempo umile e saggio.
Il nostro invito diceva: “serata di immagini, storie, emozioni … avventura” abbiamo offerto esattamente questo.
Emilio Rigatti
Uno scrittore in bicicletta
Giovedì, 29 aprile 2010 ore 20:00 Cormòns (GO) Sala Civica
Ingresso libero